Marina di Castelsardo Porto

Castelsardo – Tradizione

Castelsardo e le sue Tradizioni

Memoria della sua Storia

Informazioni Marina di Castelsardo

Le Tradizioni mantengono vivo il ricordo

Gli usi e i costumi tradizionali rispecchiano un’organizzazione sociale legata alla comunità e al ciclo della vita religiosa.

Il costume tradizionale femminile, ricco di tessuti scuri, scialli e ricami, è uno dei più riconoscibili della Sardegna e viene indossato in occasione di feste solenni e celebrazioni religiose.

Accanto ad esso, la partecipazione collettiva ai riti e alle processioni testimonia un forte senso di appartenenza e di continuità con il passato.Anche la vita quotidiana e l’artigianato riflettono usi antichi: la lavorazione della palma nana intrecciata, praticata tradizionalmente dalle donne, era parte integrante dell’economia domestica e sociale. Oggetti di uso comune e simbolico raccontano una cultura legata alla manualità, alla trasmissione del sapere e al rapporto equilibrato con l’ambiente.

Uno degli ambiti in cui l’influenza spagnola risulta più evidente è quello religioso e rituale.

I riti della Settimana Santa, e in particolare le processioni penitenziali, mostrano chiare affinità con le tradizioni della Spagna mediterranea, soprattutto catalana e andalusa.

La struttura delle confraternite, l’uso di abiti rituali, il carattere solenne e drammatico delle celebrazioni e il ruolo centrale del canto sacro riflettono modelli introdotti e consolidati durante il periodo spagnolo, poi adattati al contesto locale.

La Confraternita dell’oratorio di Santa Croce presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie a castelsardo nasce in età medievale, con forti influenze catalano-aragonesi (XIV–XV secolo). 

I riti del Lunissanti derivano proprio dalla tradizione spagnola dei Misterios e delle confraternite penitenziali.

Il rito del Lunissanti

Il Lunedì Santo (Lunis Santu, in castellanese) si svolge uno dei riti più suggestivi della Sardegna.

I confratelli, detti “li Babbìni”, indossano una tunica bianca con cappuccio, talvolta calato sul volto, un cordone alla vita ed un mantello. 

Il rito è caratterizzato dal canto del Miserere in canto gregoriano a più voci, eseguito in lingua latina, che accompagna la processione penitenziale.

La processione percorre le vie del centro storico e si snoda lungo un itinerario che rievoca simbolicamente il cammino verso il Calvario. Durante il percorso vengono visitate diverse chiese cittadine, dette “le reposas”, dove si fermano in preghiera.

Il ritmo è lento, solenne, profondamente meditativo. Il silenzio della folla è parte integrante del rito.

La Confraternita del Lunissanti non è solo un’istituzione religiosa, ma un vero custode della memoria collettiva di Castelsardo. 

Il rito viene tramandato oralmente di generazione in generazione, coinvolge attivamente la comunità locale, attira ogni anno studiosi, antropologi e visitatori ed è considerato uno dei riti della Settimana Santa più autentici dell’isola.

*Foto gentile concessione Museo Intreccio e Confraternita Oratorio Santa Croce

Informazioni Marina di Castelsardo

CastelloMuseo dell’Intreccio Mediterraneo:
Sito Web: https://www.mimcastelsardo.it/
Telefono: +39 079 6014769

Musei Episcopio (stregoneria ed inquisizione):
Sito Web: https://www.museumtempioampurias.it/
Telefono: +39 339 2454387

Museum Ampuriense:
Sito Web: https://www.museumtempioampurias.it/
Telefono: +39 328 9573581

Cattedrale Sant’Antonio Abate
Telefono: +39 079 471142

Roccia dell’Elefante
Con le sue due “Domus De Janas” inserite nel patrimonio UNESCO.

*Foto gentile concessione Museo Intreccio Museo Episcopio e Cattedrale Sant’Antonio Abbate.