
Castelsardo – Cultura
Castelsardo e la sua Cultura
Dominazioni, Momenti storici che hanno contribuito alla sua formazione

Castelsardo

Cultura Castellanese
La cultura di Castelsardo si distingue in Sardegna per una forte specificità linguistica e per tradizioni che riflettono la sua storia di borgo fortificato e crocevia mediterraneo.
La lingua locale, il castellanese, appartiene all’area del sardo settentrionale di matrice corsa, con evidenti affinità con il gallurese e con il corso meridionale.
Questa parlata, diversa sia dal sardo logudorese sia dall’italiano, rappresenta ancora oggi un elemento identitario profondo, utilizzato nella vita quotidiana e nelle espressioni culturali e rituali.
Castelsardo è un luogo in cui l’identità culturale non è solo memoria storica, ma pratica quotidiana e consapevole eredità collettiva.
La lunga dominazione aragonese e poi spagnola, che interessò la Sardegna dal XIV al XVIII secolo, ha lasciato a Castelsardo un’eredità culturale profonda e ancora riconoscibile.
Dopo la conquista aragonese del 1448, l’antico Castel Genovese entrò stabilmente nell’orbita iberica, subendo trasformazioni non solo politiche e militari, ma anche linguistiche, religiose e sociali.
Anche la lingua e il lessico conservano tracce significative di questa dominazione. Nel castellanese sono presenti numerosi termini di origine catalana e spagnola, soprattutto in ambito amministrativo, religioso e domestico, segno di una lunga convivenza culturale. Questa stratificazione linguistica contribuisce a rendere la parlata locale un elemento complesso e distintivo nel panorama sardo.

Nel tardo XIV secolo la presenza di Eleonora d’Arborea, una delle figure femminili più emblematiche della storia sarda medievale, celebre per la sua opera legislativa — la Carta de Logu, un codice di diritto civile tra i più avanzati del Medioevo europeo, visse per anni insieme al marito Brancaleone Doria nel castello di Castelgenovese, dove nacquero i loro figli e dove parte della sua azione politica e amministrativa si intrecciò con i problemi e le dinamiche del potere isolano.

Questa presenza si riflette nella memoria culturale di Castelsardo come identità normativa e linguistica — L’opera di Eleonora d’Arborea, redatta in una lingua sarda con influenze catalane e iberiche, offre una testimonianza della stratificazione culturale del tempo e della capacità di mediare valori locali e modelli legislativi europei. La Carta de Logu influenzò la percezione del diritto, della giustizia e dell’organizzazione sociale in tutta la Sardegna per secoli, lasciando un’impronta profonda anche nella memoria storica e nella percezione identitaria delle comunità locali.
Simboli e memoria collettiva: Oggi la figura di Eleonora d’Arborea viene celebrata a Castelsardo in eventi storici, rievocazioni e iniziative culturali che combinano storia, teatro e musica, promuovendo un senso di appartenenza e memoria condivisa.
Paesaggio, architettura e museo: La presenza dei Doria, dei loro statuti e dei sistemi difensivi ha modellato l’assetto urbano e architettonico del borgo. Il Castello dei Doria ospita oggi musei e collezioni che raccontano questa eredità, compresa la famosa tradizione dell’intreccio mediterraneo, simbolo di continuità tra passato e presente artigianale.

Cosa Visitare

Castello – Museo dell’Intreccio Mediterraneo:
Sito Web: https://www.mimcastelsardo.it/
Telefono: +39 079 6014769
Musei Episcopio (stregoneria ed inquisizione):
Sito Web: https://www.museumtempioampurias.it/
Telefono: +39 339 2454387
Museum Ampuriense:
Sito Web: https://www.museumtempioampurias.it/
Telefono: +39 328 9573581
Cattedrale Sant’Antonio Abate
Telefono: +39 079 471142
Roccia dell’Elefante
Con le sue due “Domus De Janas” inserite nel patrimonio UNESCO.
VALENZE TERRITORIALI









